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Gap Year

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27 Ott 2020

Attività

Corsi e formazione

Coltivare interessi e passioni

Un Gap Year, offre una grande opportunità per dedicarsi a corsi e attività formative di vario tipo: per approfondire o allargare le proprie competenze o per coltivare interessi e passioni personali. Queste attività possono occupare l’intero Gap Year (ad esempio nel caso si voglia imparare una lingua come il cinese o giapponese) o solo un fine settimana (a esempio per prendere un brevetto base da sub). Normalmente i corsi hanno un costo, a parte le normali spese di viaggio e di permanenza. Quindi occorre considerare le implicazioni economiche in sede di pianificazione.

I corsi possono riguardare i seguenti ambiti:

Viaggi

Avventure da ricordare

Una delle grandi attrattive del Gap Year, e attività fra le più frequenti durante quel periodo, è viaggiare. Il viaggio può assorbire da poche settimane a tutto il periodo sabbatico che intendete ritagliarvi. Certo, investire l’intero anno in un viaggio ha senso se è funzionale a un determinato progetto (ad esempio documentario, libro, portfolio foto, sfida avventura o altre iniziative). Diverso il caso per viaggi più brevi che impegnano due o tre mesi dei nove-quindici del Gap Year medio, a intervallare periodi più impegnativi. In questo caso potrete scegliere con maggior libertà, anche in ottica di relax e vacanza. Mi limito a distinguere tre macro categorie:

  • viaggiare: in luoghi anche distanti ma accessibili al normale turista, più o meno evoluto;
  • esplorare: spingendosi in luoghi meno battuti, meno attrezzati, per esperienze più particolari ed esclusive;
  • realizzare la “grande impresa”, da vivere e raccontare ai propri figli e nipoti (oltre che al recruiter quando si torna a casa).

Esperienze di lavoro

Formazione e crescita personale

Il lavoro è una delle principali attività svolte in un Gap Year, sia per la sua importanza intrinseca come formazione e momento di crescita personale, sia per la sua spendibilità ed elemento di distinzione da altri candidati per l’università o per un impiego. Possiamo distinguere diverse tipologie di lavoro, ciascuna con proprie motivazioni e caratteristiche:

  • stage (internship): qui prevale un aspetto di familiarizzazione con un settore specifico, oltre che con il mondo del lavoro in generale e con le sue regole (gerarchia, responsabilità, orari, disciplina);
  • gavetta: lavorare in certi ruoli, faticosi, poco legati a specifiche competenze, ha sempre costituito una dura ma salutare presa di coscienza di una realtà altrimenti sconosciuta
  • specializzato: per i fortunati che hanno una competenza, o la possono acquisire in tempo per sfruttarla nel corso del Gap Year, ci sono alcune forme di lavoro che rappresentano una buona fonte di reddito per finanziare il proprio anno (o evitare di arrivare alla fine con il conto corrente azzerato). Abbiamo accennato, per chi ne ha i titoli sostanziali e formali, alle lezioni di sport, ma anche traduzioni, lavori di manutenzione, estetica ecc

Volontariato

Dedicarsi a una causa

Una delle componenti fondamentali del tipico Gap Year è un periodo di lavoro volontario a supporto di una qualche causa: dall’ambiente ai bambini abbandonati, dalla prevenzione della malaria al recupero e cura del patrimonio storico. Il tema è importante e richiede riflessione e attenzione sotto vari punti di vista. Da un periodo di lavoro volontario possono derivare altri benefici, come conoscere da vicino altre culture e altre persone e acquisire alcune competenze specifiche (ad esempio una lingua).
Ci sono ottime opportunità di volontariato anche in Europa e in Italia. In questo caso è possibile anche realizzare il lavoro volontario in modalità part time (per molti mesi, ma con impegni giornalieri o settimanali circoscritti) che consentono in parallelo di fare altro (corsi, stage, ecc.).

volontariato

Progetti personali

Realizzare un sogno

Una delle opportunità offerte dal Gap Year è quella di potersi dedicare a un proprio progetto personale: scrivere un libro, girare un cortometraggio, restaurare un’auto (un vecchio furgone Volkswagen?) o una moto antica, costruire una casa di legno o di materiale riciclato su un proprio terreno e quant’altro sogniamo di fare, che sia o meno collegato con il nostro percorso professionale. I progetti più impegnativi possono occupare, di fatto, tutto il Gap Year, necessitando a volte anche di una preparazione che addirittura anticipi le fasi preliminari, a “bassa intensità”, ai mesi precedenti la partenza.
Portare avanti questi progetti richiede grande determinazione e autodisciplina. Non ci sono cartellini da timbrare o “compiti” da fare a scadenze prefissate. Tutto è da definire, tutto dipende da noi, che possiamo ignorare o rivedere a piacimento la tabella di marcia. Il rischio è che ci si perda, si giri a vuoto, e non si realizzi nulla. Proprio per questo, d’altro lato, un progetto di una certa complessità, portato a termine, costituisce un ottimo biglietto da visita quando ci presenteremo in futuro per l’università o il lavoro nonché una esperienza molto formativa.